Parliamo sempre più di cibo e sempre meno di fame.

Eppure secondo i dati di Save the Children 5 bambini ogni minuto perdono la vita per cause legate alla malnutrizione.

Abbiamo cibo per tutti eppure ancora tante, troppe, persone muoiono di fame.

Siamo nell’era del food, dove il cibo è diventato un fenomeno di carattere globale, protagonista dei talent show e degli scatti che postiamo nei social. Ma di quella fame che morde lo stomaco la notte, di questi omicidi, di questa vergogna del mondo si parla sempre meno.

“L’eliminazione, ogni anno, di decine di milioni di uomini, donne e bambini ad opera della fame è lo scandalo del nostro secolo. Ogni cinque secondi un bambino sotto i dieci anni muore di fame, in un pianeta che, pure, straripa di ricchezze. Allo stato attuale, in effetti, l’agricoltura mondiale potrebbe nutrire, senza problemi, 12 miliardi di persone, quasi il doppio della popolazione attuale. Dunque non si tratta di una fatalità. Un bambino che muore di fame è un bambino assassinato.”

Jean Ziegler – ex relatore delle Nazioni Unite per il diritto all’alimentazione – in Destruction massive: Géopolitique de la faim (2012)

“Com’è possibile, ancora oggi, sapere che ci sono milioni di bambini che muoiono perché hanno passato giorni senza mangiare o hanno mangiato cibo senza alcun elemento nutritivo degno di questo nome? Com’è possibile, ancora oggi, sapere che ci sono persone che si addormentano la notte e non sanno se riusciranno a mangiare il giorno dopo?”

Mi sono fatto queste domande e anche se forse non troverò mai delle risposte, mi sono detto che era giusto, necessario, doveroso cominciare a dare un volto a tante persone che spesso entrano nelle nostre vite come dei semplici numeri. Così, grazie al supporto di ASeS Agricoltori Solidarietà e Sviluppo ed altre Ong, ho deciso di cominciare a raccontare queste storie partendo dalla Case de Santé di Keur Moussa in Senegal, dalle abitazioni dove vivono i bambini malnutriti, da quelle strade dove in migliaia si affollano i bambini Talibè per mendicare e cercare qualcosa da mangiare

Senegal, Keur Moussa, Case de Santé – Fatima, Mohamed, Ndeye, Lodov, Maty, accompagnati dalle rispettive mamme aspettano di essere visitati da personale infermieristico che si occupa di valutare e curare i bambini senegalesi ammalati di malnutrizione. L’iter prevede l’esame obiettivo, la verifica del peso e la misura della circonferenza del braccio. Quest’ultima avviene tramite un bracciale che, se indica una misura di colore giallo o rosso, evidenzia – come quasi sempre accade – che il bambino non mangia a sufficienza o assimila male le sostanze nutritive per altre patologie, sempre legate alla povertà. Per i casi di malnutrizione severa, gli operatori provvedono subito alla somministrazione di un preparato di burro di arachidi e altre sostanze nutritive oppure bustine di cibo terapeutico fornito da associazioni come Medici Senza Frontiere.

Alcune donne, madri di bambini ammalati di malnutrizione, ci hanno aperto le porte delle loro abitazioni. Alcune ci hanno permesso di imprimere le loro storie in dei ritratti, realizzati nelle cucine o nei luoghi in cui si occupano della preparazione del cibo. Altre ci hanno mostrato come preparano le pietanze che danno da mangiare ai propri figli o di cui esse stesse si alimentano. Il più delle volte si tratta di miglio cucinato solo con acqua e talvolta con un po’ di zucchero o pezzetti di verdure. Molto raramente riescono ad aggiungere ai loro piatti un po’ di carne.

A partire dalle case dei bambini malnutriti abbiamo incrociato anche le storie dei bambini “talibè”, il più delle volte discepoli delle scuole coraniche del Daaras. Bambini, provenienti da famiglie rurali povere, che girano in migliaia per le strade delle principali città del Senegal, intenti a mendicare e a girare presso le case in cerca di qualcosa da mangiare.

SFOGLIA TUTTE LE FOTO 0 Commenti/da

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *